Cronotassi

Cronotassi dei Vescovi 

 

Proterio o Proto

È il primo vescovo di cui si hanno notizie certe. Fu presente ad un sinodo romano del 313 indetto da papa Melziade e al concilio di Arles del 314 indetto da papa Silvestro.

Vincenzo

Fu inviato di papa Silvestro al concilio di Nicea nel 325 quale rappresentante della chiesa di Roma ed è attestata la sua presenza al sinodo romano indetto da papa Giulio I nel 340. Una lettera di sant’Atanasio lo appella come vescovo di Capua tra il 343 e il 344. Nel 344 fu presente al concilio di Sardica e lo stesso anno fu legato dell’imperatore Costante ad Antiochia. Nel 353 fu legato del papa ad Arles. Papa Damaso nel sinodo romano del 375 lo scagionò dall’accusa di aver firmato una formula antinicena. Un Vincenzo è ancora vecovo di Capua tra il 391 e il 392 durante il concilio tenuto proprio a Capua per comporre lo scisma antiocheno e confutare le tesi di Bonoso.

Memorio

Destinatario di una lettera di sant’Agostino tra il 408 e il 409. Con ogni probabilità però si tratta del vescovo di Aeclanum padre di Giuliano.

San Simmaco

Nella cattedrale di Capua antica la scritta che corredava il mosaico absidale recitava: Sanctae Mariae Symmachus episcopus.

Tiburzio

Presente al sinodo romano nel 465.

Costantino

Presente al sinodo romano nel 483 e nel 499.

San Germano

Legato di papa Ormisda a Costantinopoli nel 519 presso l’imperatore Giustiniano per comporre lo scisma della chiesa orientale. Fu amico di san Benedetto da Norcia ed è citato da san Gregorio magno nei suoi Dialoghi. Morì il 30 ottobre del 540.

San Vittore

Dal suo epitaffio si deduce che fu consacrato il 23 febbraio del 541 e che morì il 2 aprile del 554. Corresse il ciclo pasquale composto da Vittore d’Aquitania, scrisse un De Pascha citato da Beda il Venerabile e un Armonia dei vangeli sul modello del Diatessaron. A lui è attribuita anche la Praefatio ad Constantinum.

Prisco

Vescovo tra il 555 e il 560. Fu oggetto di una reprimenda da parte di papa Pelagio I. Durante il suo episcopato i Longobardi presero Capua.

Probino

Dal suo epitaffio, conservato nel museo diocesano, si deduce che fu consacrato il 17 dicembre del 570 e che morì il 20 agosto del 572.

Festo

 

Gregorio magno

lo cita a proposito dell’invio a Capua nel 593 di un suo diacono Pietro per comporre il dissidio sorto tra il vescovo, il clero e il popolo. Nel 594 è già morto in quanto Gregorio magno chiede a Gaudenzio di Nola di visitare Capua e imponendo al clero di Capua, rifugiatosi a Napoli, di prestargli obbedienza.

Basilio

Nominato nel 598, è menzionato da Gregorio magno in una lettera a Giovanni di Siracusa quando gli fu imposto di rientrare dalla Sicilia dove allora dimorava e poi in una lettera dello stesso pontefice ad Adeodato, abate di santo Stefano in Napoli, del 602 . Fu presente al sinodo romano nel 600.

Gaudioso

Fu presente al sinodo romano nel 649.

San Decoroso

Fu presente al sinodo romano nel 680. La sua memoria è ricordata il 2 febbraio.

San Vitaliano

Dalla sua vita scritta nel XII secolo si ricava che fu vescovo di Capua agli inizi del secolo VIII. Il suo corpo fu portato a Catanzaro da papa Callisto II. La sua morte è fissata al 16 settembre del 728.

Autchar

Un vescovo di Capua di cui si ignora il nome ospitò tra il 732 e il 740 san Williboldo di ritorno dal suo viaggio in Terra Santa. Molto probabilmente si tratta di costui. Il suo epitaffio in caratteri longobardi si custodiva nella antica cattedrale di Capua.

Teodoro

Fu presente al sinodo romano nel 743.

Radiperto

Attestato intorno al 830 fu forse vescovo di Sessa. • San Paolino Fu l’ultimo vescovo di Capua antica in quanto la città fu completamente rasa al suolo dai saraceni nel 842. Il conte Landone trasferì la città sulle rive del Volturno e nel 852 ottene la nomina di suo fratello a vescovo di Capua. La sua memoria è fissata al 10 ottobre Vescovi di Capua nuova.

Landolfo I

Confermato vescovo nel 856, costruì la nuova cattedrale.

Landolfo II

Eletto canonicamente vescovo di Capua né fu scacciato dallo zio Pandenolfo che voleva vescovo della città suo figlio Landenolfo, cosa che ottenne. Questa situazione generò uno scisma che fu composto da papa Giovanni VIII che venuto di persona a Capua nel 879 stabilì Landenolfo a Capua nuova e Landolfo II a Capua Vecchia. Solo nel 882 Landolfo II ritornò ad essere unico vescovo di Capua. Nel 915 i monaci di Monteccasino a seguito della distruzione dell’abbazia e dopo una breve permanenza a Teano si trasferirono a Capua dove costruirono il monastero di San Benedetto. Nel XI secolo Desiderio di Montecassino ne fece riedificare la chiesa che fu consacrata da Pasquale II mentre l’altare da Gelasio II.

Ottone

Compare come vescovo nei primi anni del X secolo e secondo Michele Monaco si deve a lui la sagrestia della cattedrale, l’ingrandimento del tesoro e una cospicua dotazione di vasi sacri.

Ugo o Ugone

Secondo gli storici locali abbellì la cattedrale con un mosaico.

Pietro

Nel 928 ottiene da Landolfo e Atenolfo II il riconoscimento di Giovanni come abate di Montecassino.

Sicone

Vescovo nel 942, ricevette da papa Martino II l’ordine di restituire la chiesa di sant’Angelo in formis ai benedettini del monastero di san Benedetto in Capua cosa che forse non avvenne in quanto nel XI secolo la chiesa risultava essere di proprietà degli arcivescovi di Capua.

Adelberto

Il 25 ottobre del 949 presiedè all’elezione dell’abate Aligerno. Nel 950 per ordine di papa Agapito II i benedettini lasciarono Capua e rientrarono a Montecassino. Aligerno fu di nuovo a Capua nel 960 per un contenzioso le cui prove addotte sono giunte a noi attraverso quello che è considerato il primo documento in lingua volgare. “Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte sancti Benedicti.” Arcivescovi metropoliti.

Giovanni

Fratello di Pandolfo Testadiferro fu eletto vescovo di Capua intorno al 964, nel 966 ottenne dal papa Giovanni XIII, riparato a Capua nel 965 a seguito di una rivolta romana sobillata dal praefectus urbis Pietro, la nomina di arcivescovo e metropolita di tutta la Campania. Durante il suo episcopato l’abate Aligerno fondò a Capua il monastero di San Giovanni Battista (anno 967) e la badessa Cerda di Santa Maria di Cingla il monastero di Santa Maria (anno 969).

Leone Monaco cassinese

arcivescovo dal 974 al 7 agosto del 978.

Gerberto Monaco cassinese

arcivescovo dal 978 al 21 gennaio del 980, nel 979 consacrò santo Stefano vescovo di Caiazzo.

Adenolfo o Atenolfo

Nominato arcivescovo nel 981, nel 986 libera il monastero di san Lorenzo ad septimum di Aversa, fondato con le donazioni della principessa Aloara e di suo figlio Landolfo, dalla giurisdizione degli arcivescovi di Capua.

Aio

Nominato arcivescovo nel 981, malvoluto dal popolo si rifugiò a Montecassino ma ivi raggiunto dai capuani fu ucciso.

Ibaldo

Presente al sinodo romano del 998.

Pandolfo

Tenne un sinodo provinciale a Capua nel 1007.

Atenolfo II

Vicario della chiesa romana nel 1013, fu eletto arcivescovo di Capua nel 1022. Favorì la riforma del clero e consacrò Leone vescovo di Atina.

Ildebrando

Consacrato da Leone IX. Fu presente alla consacrazione della chiesa di Montecassino fatta da Alessandro II nel 1071 il primo ottobre. Morì il 22 maggio 1076.

Erveo

Forse arcivescovo di Capua dal 1073, nel 1078 fu richiamato da Gregorio VII a rispettare i diritti di Montecassino sul monastero di Sant’Angelo in formis. E sempre Gregorio VII nel 1082 si felicitò con lui e con i vescovi della provincia per la fedeltà mostrata alla sede apostolica nello scontro con l’imperatore.

Roberto

E’ arcivescovo nel 1087 quando Desiderio di Montecassino viene eletto papa col nome di Vittore III e convoca a Capua un sinodo il 7 marzo per verificare la validità della sua elezione.

Senne

Presente al sinodo romano nel 1112, al sinodo di Benevento nel 1113, sempre in questo anno come vicario del papa determinò i confini della diocesi di Caserta e ne confermò vescovo Rainulfo. Il 10 marzo 1118 assistè a Gaeta alla consacrazione di Gelasio II.

Ottone

Eletto nel 1119, nel 1120 nel sinodo di Benevento Callisto II decise a suo sfavore circa un contenzioso con Montecassino riguardante le chiese di santo Stefano, san Benedetto piccolo, sant’Angelo in audoaldis e san Rufo. Nel 1122 gli ordinò di proibire la celebrazione di qualsiasi ufficio di culto nel monastero di Santa Maria di Capua che si rifiutava, per mezzo della badessa Alfareda, di restituire il monastero di santa Maria di Cingla a Montecassino e di punire il clero di Capua che per animosità verso Montecassino aveva privato dell’abito monastico un monaco defunto. Nel 1128 alla presenza di Onorio II consacrò principe di Capua, Roberto di Sorrento figlio di Giordano.

Ugo

Nello scontro tra Anacleto II e Innocenzo II prese le parti del primo che nel 1130 gli accordò diritti sul monastero di san Giovanni di Capua che poi revocò.

Pietro

Consacrato da Anacleto II fu destituito da Innocenzo II.

Filippo

Assistè all’incoronazione del re Ruggero a Palermo il 25 dicembre 1130.

Guglielmo

Del clero di Capua fu imposto dal re Ruggero nel 1135 ma Innocenzo II rifiutò di confermarlo e lo nominò arcivescovo di Salerno.

Goffredo

Già vescovo di Dol nel 1130 perse quel vescovado nel 1144 per volontà di Lucio II a seguito di ciò si rifugiò presso il re Ruggero dal quale ottenne l’arcivescovado di Capua.

Alfano

Eletto arcivescovo nel 1163. Ebbe un ruolo attivo nelle relazioni diplomatiche tra Alessandro III e il re Guglielmo. Nel 1171 ottenne dal papa privilegi sul monastero di Santa Maria di Capua, il primo marzo 1174 il papa confermò i diritti dell’arcivescovo di Capua sui vescovadi di Aquino, Venafro, Isernia, Teano, Sessa, Carinola, Calvi, Caiazzo e Caserta. Nel 1179 fu presente al sinodo romano. Durante il suo episcopato i cavalieri di Malta aprirono un loro ospizio a Capua di cui fu primo priore Fulco. Morì nel 1183.

Matteo

Di origine tedesca fu consigliere di Enrico V e di Innocenzo III, fu nominato arcivescovo di Capua nel 1183. Fu reggente del regno di Sicilia durante la minorità di Federico II e per tale ragione si trasferì a Palermo dove morì nel 1199 e non nel 1203 come abitualmente si crede dato che Innocenzo III ordinò al capitolo metropolitano di procedere all’elezione del nuovo arcivescovo entro il 15 settembre 1199.

Rainaldo Conte di Celano

Amministratore dal 1200 fu confermato arcivescovo di Capua da Innocenzo III il 23 luglio 1208 che gli confermò anche tutti i privilegi sulle diocesi suffraganee.

Rainaldo II

Eletto il 6 aprile 1221 morì lo stesso anno.

Ugo

Nel 1222 l’imperatore Federico II cita un certo Ugo eletto dal capitolo ma non pare che fu mai confermato.

Jacopo

Già vescovo di Patti, fu eletto arcivescovo di Capua da Onorio III il 27 settembre 1225. A causa delle lotte feudali egli non lasciò la curia fino al 1227. Secondo Riccardo di San Germano l’imperatore rifiutò questa nomina per cui un Jacopo fu consacrato arcivescovo di Capua da Gregorio IX, è evidente che non si tratta dello stesso Jacopo. Questi era nativo di Capua figlio di Daniele d’Amalfi, accompagnò Federico II in Terra Santa e partecipò a molti consigli dell’imperatore. Durante il suo episcopato san Francesco sarebbe passato per Capua ed avrebbe ottenuto dal capitolo l’autorizzazione ad edificare una chiesa. Jacopo morì nel 1242. A causa dei cattivi rapporti tra la sede apostolica e l’imperatore questi designò arcivescovi di Capua prima Gualtiero d’Ocra poi Federico e in ultimo Corrado che non furono mai approvati dal papa.

Marino Filomarino (d’Eboli)

Nato a Castel Guglielmo in diocesi di Aquino, domenicano e uditore del sacro Palazzo sotto Gregorio IX e Innocenzo IV, canonico tesoriere di Salisbury e beneficiario del monastero di Denney in Inghilterra e vicecancelliere della Chiesa di Roma nel 1244, in virtù di questa carica preparò il concilio di Lione dove risiedette fino al 1251; fu eletto arcivescovo di Capua il 13 gennaio 1252. Giunse a Capua definitivamente nel 1254. Nel 1255 fece consacrare l’altare della cattedrale da Alessandro IV. Avendo rinunciato ai suoi diritti sul vescovado al tempo di Alessandro IV Clemente IV lo rinominò a Capua il 27 maggio 1266 e lo consacrò a Viterbo. Venuto a Capua tenne dei sinodi e visitò la diocesi. Partecipò al concilio di Lione nel 1274 e appose il suo sigillo al costituto sull’elezione del papa. Forse battezzò il futuro re Roberto d’Angiò nel 1279 benché avesse forti contrasti con la casa regnante a causa dei diritti su Castel Volturno. Fu amico di san Tommaso d’Aquino che lo tenne in grande considerazione, il nipote di Marino Nicola Filomarino intervenuto ad Avignone il 3 luglio 1319 al processo di canonizzazione di san Tommaso testimoniò degli stretti legami tra il frate e i membri della sua famiglia. Morì a Capua il 10 marzo 1285 e fu sepolto nella cattedrale. Fu autore di due opere fondamentali il Super revocatoriis e il De confirmationibus.

Cinzio della Pigna Romano

canonico di Lincoln, fu promosso a Tripoli in Siria nel 1285 e il 25 maggio 1286 a Capua. Morì nel 1291.

Salimbene Canonico di Parigi

fu eletto arcivescovo di Capua il 10 febbraio 1291 e consacrato ad Orvieto da Niccolò IV. Accolse Celestino V a Capua nel 1294 che gli confermò i privilegi della metropolia. Morì nel 1297.

Pietro Guerra Di Ferentino

cappellano del papa diventò vescovo di Sora nel 1267 quindi di Rieti nel 1278 e di Monreale nel 1286 fu promosso a Capua il 6 gennaio 1298 e al patriarcato di Aquileia nel 1299. Non risiedette quasi mai nelle sue diocesi in quanto sempre impegnato in legazioni papali specialmente in Francia e in Spagna.

Leonardo Patrasso Di Guercino

Domenicano, tesoriere della diocesi di Patrasso nel 1264, vescovo di Modone, vescovo di Alatri nel 1290, di Jesi nel 1295 e di Aversa nel 1297 fu promosso a Capua il 20 luglio 1299 a causa dei forti legami tra gli Angiò e i Caetani alla cui famiglia il Patrasso apparteneva (Bonifacio VIII era suo nipote). Divenuto cardinale vescovo di Albano il 2 marzo 1300 morì a Lucca il 6 dicembre 1311 durante una missione in Italia per l’incoronazione di Enrico VII e fu sepolto nella chiesa di San Romano.

Alberto

Vescovo di Terracina nel 1296 fu promosso a Capua il 3 giugno 1300 morì lo stesso anno.

Giovanni

Legato papale e collettore in Irlanda, vescovo di ert nel 1266, arcivescovo di Benevento nel 1295, promosso a Capua il 2 gennaio 1301. Morì a Napoli nel 1304.

Andrea Pandone Di Capua

canonico del capitolo, suddiacono e cappellano del papa, arcivescovo di Brindisi nel 1296 fu promosso a Capua il 5 giugno 1304, ottenne il pallio da Clemente V il 15 agosto 1305. Morì il 10 settembre 1311.

Ingeranno Stella Francese

canonico di Sisteron, consigliere del re e prevosto d’Apt, fu eletto arcivescovo di Capua il 23 giugno 1312. Fu intimo del re Roberto di Sicilia che lo nominò consigliere del regno nel 1320 e gran cancelliere dell’università di Napoli. Assistè ad Avignone nel 1323 alla canonizzazione di san Tommaso. Nel 1315 stese le nuove regole del capitolo metropolitano limitando il numero delle prebende a 40 e determinando l’ordine delle precedenze. Nel 1321 stese il trattato di pace tra Pisa e il regno di Sicilia. Morì nel 1333.

Riccardo de io Arcidiacono salernitano

eletto arcivescovo di Capua da Giovanni XXII il 18 febbraio 1334, fu presente all’incoronazione della regina Giovanna di Napoli. Morì agli inizi del 1350.

Rolando Vasino Francescano

già vescovo di Gubbio fino al 1346 fu promosso a Capua il 14 giugno 1350. Consigliere della regina Giovanna, governatore della Campania morì nel 1351.

Giovanni della Porta Salernitano

arcivescovo di Corfù nel 1345, arcivescovo di Brindisi e Oria nel 1348 fu promosso a Capua il 18 gennaio 1353. Nel 1355 fu legato di Innocenzo VI in Aquitania per negoziare la pace fra la Francia e l’Inghilterra. Fu inviato dalla regina Giovanna ad Avignone. Morì nel 1357.

Rainaldo Canonico di Auxerre

eletto arcivescovo di Capua l’11 maggio 1358 morì nel 1363.

Filippo de Lanziano Canonico di Reggio

dottore in diritto, cappellano di Clemente VI, vescovo di Coron nel 1348, arcivesco di Otranto nel 1351, promosso a Capua all’inizio del 1363, non prese mai possesso della diocesi.

Stefano della Sanità Originario di Sulmona

prevosto di Apt, fu eletto arcivescovo di Capua il 20 dicembre 1363, istituì la cappella di San Paolino nella Cattedrale nel 1364, morì l’11 luglio 1380.

Luigi della Ratta Casertano

eletto arcivescovo di Capua il 22 dicembre 1380 da Clemente VII che nel 1384 lo depose per aver aderito ad Urbano VI.

Giovanni da Pontecorvo Canonico di Aquino

vescovo di Aquino nel 1375, amministratore di Montecassino nel 1379, promosso a Capua il 23 maggio 1384.

Atanasio Guindacci Napoletano

eletto arcivescovo di Capua da Urbano VI nel 1385. Prese possesso della diocesi solo dopo che il regno di Napoli aderì all’obbedienza romana. Morì nel 1406. Durante il suo episcopato ebbe molte difficoltà a causa di Giovanni da Pontecorvo dell’obbedienza Avignonese, fu introdotto il culto della Madonna della Rosa nella Cattedrale, morì il beato Ludovico dè Capua agostiniano e il beato Raimondo della Vigna domenicano.

Filippo dè Barillis Napoletano

canonico di Tropea, suddiacono di Innocenzo VII, eletto arcivescovo di Capua il 19 febbraio 1406. Restò fedele alla regina Giovanna per cui subì un lungo esilio, a lui si deve una ristrutturazione del palazzo arcivescovile e il ristabilimento della disciplina del clero. Assistè al concilio di Basilea, morì nel 1434.

Niccolò Acciapaccio Sorrentino

vescovo di Tropea nel 1410, promosso arcivescovo di Capua il 18 febbraio 1435, creato cardinale il 18 dicembre 1439 al concilio di Firenze. Fu esiliato da Capua da Alfonso d’Aragona per aver aderito a Renato d’Angiò. Fu ammirato per la sua dignità. Camerlengo del Sacro Collegio, morì a Roma il 3 aprile 1447.

Giordano Caetani

Figlio del conte di Fondi, eletto arcivescovo di Capua il 17 aprile 1447. Fu consigliere di Alfonso e di Ferdinando d’Aragona. Diede a stampa il primo breviario capuano nel 1489, fece edificare la cappella di santa Lucia nella cattedrale, riunì il tesoro nella cappella di san Paolino. Nel 1485 il 14 gennaio fu nominato patriarca di Antiochia. Morì a Napoli il 13 ottobre 1496 e fu sepolto nella cattedrale.

Giovanni Borgia

Nipote di Alessandro VI, protonotario apostolico e vescovo di Melfi nel 1494, cardinale nel 1496, amministratore di Capua dal 1496 al 7 ottobre 1498, fu anche amministratore di Valencia dal 1499, nunzio a Napoli dal 1494 al 1496, legato a Perugia nel 1498. Morì a Fossombrone il 17 gennaio 1500.

Juan Lopez Spagnolo

baccelliere in teologia, segretario di Rodrigo Borgia nel 1475, abbreviatore nel 1481, datario e vescovo di Perugia nel 1492, segretario di Alessandro VI nel 1493, ambasciatore presso i rappresentanti del re di Francia per il successo ottenuto ricevette da questi direttamente il vescovado di Carcassonne. Creato cardinale il 19 febbraio 1496, fu promosso a Capua il 15 ottobre 1498. Morì a Roma il 5 aprile 1501.

Giambattista Ferrari Modenese

canonico di Modena nel 1467, notaio apostolico e abbreviatore della cancelleria nel 1492, datario nel 1496, vescovo di Modena nel 1495, segretario di Alessandro VI nel 1496, creato cardinale il 28 settembre 1500 fu promosso a Capua il 9 agosto 1501. Morì a Roma il 20 luglio 1502.

Ippolito d’Este Figlio di Ercole d’Este

protonotario apostolico nel 1485, amministratore di Esztergom, creato cardinale il 20 settembre 1493, amministratore di Milano nel 1497, amministratore di Capua nel 1502 e di Ferrara nel 1503. Morì il 3 settembre 1520.

Nicolò Schomberg Tedesco

domenicano nel convento di san Marco a Firenze, fu discepolo di Girolamo Savonarola. Dottore in teologia, priore di san Marco, socio del generale dei domenicani, provinciale di Terra Santa e procuratore generale. Nunzio presso Francesco I nel 1516 per il trattato di pace con l’imperatore, legato in Polonia, Ungheria e Russia nel 1518. Eletto arcivescovo di Capua il 12 settembre 1520. Fu inviato a Cambrai nel 1524 per il trattato di pace. Consigliere particolare di Clemente VIII, creato cardinale da Paolo III il 21 marzo 1535, sostenne fortemente la riforma della Chiesa e la necessità di un concilio. Morì a Roma il 7 settembre 1537 e fu sepolto in Santa Maria sopra minerva.

Tommaso Caracciolo Napoletano

vescovo di Trivento nel 1502, di Capaccio nel 1523, fu promosso a Capua il 28 aprile 1536. Morì a Napoli il 31 marzo 1546 e fu sepolto in Santa Caterina a formiello.

Niccolò Caetani di Sermoneta

 

Protonotario apostolico

creato cardinale in pectore il 22 dicembre 1536, pubblicato il 13 marzo 1538, arcivescovo di Conza nel 1539, promosso a Capua il 5 maggio 1546 rinunciò in favore di Fabio Arcella il 18 gennaio 1549. Riprese l’amministrazione della diocesi il 12 maggio 1564 e rinunciò il 19 novembre 1572. Tenne un sinodo provinciale nel 1569 e né pubblicò i decreti. Fondò il seminario. Nel 1533 per volere di Paolo III presiedette i negoziati di pace tra l’imperatore e la Francia. Morì a Roma il 1 maggio 1585 e fu sepolto in Santa Maria di Loreto.

Fabio Arcella Napoletano

vescovo di Bisignano nel 1530, nunzio e collettore del regno di Sicilia dal 1528 al 1535, vescovo di Policastro nel 1537, governatore di Bologna nel 1537, governatore della Marca nel 1538, promosso arcivescovo di Capua il 18 gennaio 1549. Morì nel maggio del 1564.

Niccolò Caetani di Sermoneta

Cesare Costa Marchigiano

dottore in diritto, professore alla Sapienza, corresse il VI libro delle Decretali, referendario delle due Segnature sotto Gregorio XIII, fu eletto arcivescovo di Capua il 19 novembre 1572. Fu nunzio a Venezia dal 22 giugno 1585 al dicembre 1587. Fece il primo regolamento del seminario, tenne un sinodo provinciale nel 1577. San Carlo Borromeo lo lodò per il suo zelo. Scrisse una storia della diocesi e diverse altre opere. Morì a Napoli il 12 febbraio 1602 e fu sepolto in cattedrale.

San Roberto Bellarmino

Promosso a Capua il 18 marzo 1602, prese possesso della diocesi il 4 maggio. Incoraggiò l’insegnamento, la predicazione e la disciplina del clero. Visitò la diocesi, celebrò diversi sinodi e il 6-9 aprile 1605 il concilio provinciale. Restaurò il palazzo arcivescovile e la cattedrale. Rinunciò al governo della diocesi il 31 agosto 1605. Morì a Roma il 17 settembre 1621.

Antonio Caetani di Sermoneta

Promosso a Capua il 31 agosto 1605, fu nunzio presso l’imperatore dal 3 maggio 1607 al 12 novembre 1610 e presso il re di Spagna dal 27 ottobre 1611 al 17 luglio 1618. Creato cardinale il 19 aprile 1621 fu legato a Bologna dal 1621 al 1623. A causa delle sue prolungate assenze ebbe come coadiutore suo nipote Luigi dal 1622 e come vicario generale mons. Felice Siliceo, vescovo di Troia, che celebrò tre sinodi diocesani nel 1612, 1613, 1616. Nel 1611 mise a disposizione dei gesuiti l’antico monastero di San Benedetto un tempo residenza dei cassinesi perché vi aprissero una comunità. Morì il 17 marzo 1624.

Luigi Caetani di Sermoneta

Nato a Piedimonte, fu promosso patriarca di Antiochia nel 1622 e coadiutore dello zio a cui successe nel 1624. Creato cardinale il 19 gennaio 1626, rinunciò al governo della diocesi il 1 marzo 1627. Morì a Roma il 15 aprile 1642 e fu sepolto in Santa Pudenziana.

Gerolamo Costanzo Napoletano

dottore in diritto, cappellano del re, vescovo di Trivento nel 1623, promosso a Capua il 1 marzo 1627. Restaurò la chiesa dell’AGP nel 1629. Morì a Napoli nel settembre del 1633 e fu sepolto nella cattedrale.

Gerolamo dé Franchi Napoletano

dottore in diritto, vescovo di Nardò nel 1617, promosso a Capua il 27 novembre 1634. Morì a Napoli il 30 novembre 1635 e fu sepolto in San Domenico. Non prese mai possesso della diocesi.

Camillo Melzi Milanese

dottore in diritto, referendario delle due Segnature nel 1624, eletto arcivescovo di Capua il 18 febbraio 1636. Nunzio a Firenze dal 20 febbraio 1641 fino alla rottura delle relazioni diplomatiche il 12 luglio 1643 e a Vienna dal 2 febbraio 1644 al marzo 1653. Segretario della congregazione dei vescovi e dei regolari sotto Alessandro VII che lo creò cardinale il 9 febbraio 1657. Morì a Roma il 21 gennaio 1659 e fu sepolto in Sant’Andrea a Quirinale.

Gian Antonio Melzi Milanese

referendario delle due Segnature, eletto arcivescovo di Capua il 14 marzo 1661. Vice legato a Ferrara. Ebbe un lungo contenzioso con gli amministratori della città. Portò a termine la costruzione di palazzo Melzi a Santa maria Capua Vetere. Morì il 6 aprile 1687.

Gaspare dé Cavalieri Romano

dottore in diritto, eletto arcivescovo di Capua il 7 luglio 1687 e creato cardinale il 2 settembre. Morì a Roma il 17 agosto 1690.

Giacomo Cantelmo

Cardinale prete di San Marcellino, eletto arcivescovo di Capua il 8 ottobre 1690, promosso a Napoli nel 1691. Morì a Napoli il 13 dicembre 1702.

Giuseppe Bologna Napoletano

dottore in diritto, referendario, arcivescovo di Benevento nel 1674, promosso a Capua il 12 marzo 1692. Morì il 17 agosto 1695.

Carlo Loffredo Teatino

professore di filosofia e di teologia all’Università di Napoli, officiale del Sant’Uffizio e della Congregazione dei Riti, vescovo di Molfetta nel 1670, arcivescovo di Bari nel 1691, promosso a Capua il 22 marzo 1698. Promosse particolarmente la disciplina del clero. Morì il 17 gennaio 1701.

Nicola Caracciolo

Eletto arcivescovo di Capua il 3 maggio 1703 dopo una lunga carriera diplomatica culminata nella carica di vicegerente. Ottenne da Benedetto XIII nel 1725 il privilegio per il capitolo metropolitano dell’uso delle insegne pontificali. A lui si deve una radicale ristrutturazione della cattedrale. Celebrò 4 sinodi, arricchì la biblioteca del seminario, ricevette in dono dal papa la rosa d’oro. Morì a Capua nel 1727, la sua orazione funebre fu tenuta da Alessio Simmaco Mazzocchi e fu sepolto nella cattedrale nella cappella del Santissimo Sacramento.

Mondillo Orsini Oratoriano

vescovo di Melfi e arcivescovo di Corinto nel 1724, promosso a Capua il 21 marzo 1728, patriarca di Gerusalemme nel 1729. Ottenne per il capitolo metropolitano il privilegio della cappa magna cardinalizia in quanto la cappa magna la usavano già dal 1603. Assai attento al decoro delle sacre liturgie lasciò una ricca dotazione di paramenti sacri. Rinunciò al governo della diocesi nel dicembre del 1743 e si ritirò a Roma.

Giuseppe Maria Ruffo Napoletano

vescovo di Lecce nel 1735, promosso a Capua il 2 febbraio 1744. Visse quasi sempre a Napoli a causa della sua salute cagionevole. Morì il 19 marzo 1754 lasciando tutti i suoi beni alla cattedrale.

Muzio Gaeta Napoletano

vescovo di Sant’Agata dé Goti nel 1722, arcivescovo di Bari nel 1735, promosso a Capua il 16 settembre 1654. Ristrutturò il palazzo arcivescovile. Morì a Napoli il 19 aprile 1764.

Michele Maria Capece Galeota Teatin

arcivescovo di Cosenza nel 1748, promosso a Capua il 20 agosto 1764, rinunciò al governo della diocesi nel 1777. Morì il 14 giugno 1778.

Gennaro Adelelmo Pignatelli Olivetano

arcivescovo di Bari nel 1770, promosso a Capua il 16 dicembre 1777. Morì il 9 novembre 1785.

Agostino Gervasio Agostiniano

vescovo di Gallipoli nel 1770, promosso a Capua il 27 febbraio 1792. Trasferì il seminario nel soppresso monastero di Montevergine. Morì a Capua il 27 marzo 1806.

Baldassarre Mormile Teatino

arcivescovo di Bari nel 1806, promosso a Capua il 6 aprile 1818. Morì il 26 luglio 1826.

Francesco Serra di Cassano Napoletano

nunzio in Baviera, arcivescovo di Nicea e coadiutore di mons. Mormile, gli succedette nel 1826. Creato cardinale il 15 giugno 1833. Morì il 17 agosto 1850 e fu sepolto nella cattedrale.

Giuseppe Cosenza Napoletano

vescovo di Andria nel 1832, promosso a Capua il 30 settembre 1850, creato cardinale il 3 ottobre. A lui si deve un restauro integrale della cattedrale. Morì il 30 marzo 1863 e fu sepolto nella cattedrale.

Francesco Saverio Maria Apuzzo Napoletano

vescovo titolare di Anastasiopoli nel 1854, vescovo di Sorrento nel 1855, promosso a Capua il 24 marzo 1871, creato cardinale il 22 marzo 1877. Morì il 30 luglio 1880 e fu sepolto nella cattedrale.

Alfonso Capecelatro di Castelpagano Oratoriano

eletto arcivescovo di Capua il 20 agosto 1880, creato cardinale il 27 luglio 1885, bibliotecario della Biblioteca Apostolica Vaticana nel 1890. Uomo di grande cultura, intrattenne rapporti con diversi uomini di cultura del suo tempo e fu autore di diverse opere soprattutto a carattere storico e ascetico. Morì a Capua l’11 novembre 1912 e per suo volere fu sepolto a Montecassino.

Gennaro Cosenza Napoletano

prefetto di circolo e sostituto della cattedra di teologia nel seminario di Napoli nel 1875, membro dell’Almo collegio dei teologi, vescovo di Dioclea e ausiliare del vescovo di Cerreto nel 1890, vescovo di Caserta nel 1893, promosso a Capua il 4 marzo 1913, rinunciò al governo della diocesi il 2 gennaio 1930. Favorì particolarmente l’Azione Cattolica, la formazione del clero e dei laici, celebrò il primo congresso eucaristico diocesano. Morì a Vico Equense il 20 marzo 1930.

Salvatore Baccarini Resurrezionista

vescovo di Terracina nel 1922, promosso a Capua il 30 giugno 1930. Ricostruì la cattedrale dopo il rovinoso crollo avvenuto nel 1946 a seguito dei bombardamenti del 8 settembre 1943. Morì a Capua nel 1962 e fu sepolto nella cattedrale.

Tommaso Leonetti Toscano

vescovo di Ferentino, promosso a Capua il, celebrò il millennio dell’Arcidiocesi nel 1966 e per tale occasione favorì la peregrinatio delle reliquie di San Roberto Bellarmino nelle diverse parrocchie della diocesi e ottenne da Paolo VI che lo stesso fosse riconosciuto patrono dell’Arcidiocesi parimenti con Santo Stefano. Fu l’ultimo arcivescovo metropolita da Capua, rinunciò al governo della diocesi nel 1978. Morì a Capua nel 1981 e fu sepolto, per suo volere, a Montefiascone presso la tomba di Santa Lucia Filippini.

Luigi Diligenza Napoletano

parroco, rettore del Seminario maggiore, professore di Storia ecclesiastica, eletto arcivescovo di Capua nel 1978. Tenne un sinodo diocesano nel 1992. Celebrò diversi convegni, fondò l’Istituto di scienze religiose, rinunciò al governo della diocesi nel 1997. Morì ad Arzano il e fu sepolto nella cattedrale.

Bruno Schettino Nolano

vescovo di Teggiano-Policastro, promosso a Capua nel 1997. Morì a Capua il 21 settembre 2011 e fu sepolto nel cimitero di Capua.

Salvatore Visco

Napoletano vicario generale di Pozzuoli, vescovo di Isernia nel 2007, promosso a Capua il 30 aprile 2012.