Storia

La data di fondazione dell’ Archivio Arcivescovile non è, presumibilmente anteriore, alla metà del quattrocento, come testimoniano i documenti cartacei più antichi in esso conservati e la continuità nella raccolta e nel deposito delle carte della Curia Arcivescovile.
Tra il ‘500 e il ‘600 la Chiesa di Capua fu governata dai Vescovi Cesare Costa (1572-1602) e Roberto Bellarmino (1602-1605) dediti alla cultura e alla storia della Chiesa di Capua cui erano stati chiamati a reggere.
Essi non avrebbero potuto dedicarsi a simili studi ed indagini senza antichi e preziosi documenti, custoditi già allora in un Archivio.
Tra questi documenti i più importanti erano alcune migliaia di pergamene risalenti al XI secolo. Oltre al Costa e al Bellarmino, come la Biblioteca, ebbero a cuore il patrimonio archivistico diocesano, gli Arcivescovi Nicola Caracciolo (1703-1728), Giuseppe Maria Ruffo (1744-1754), Francesco Serra Cassano (1826-1850), Alfonso Capecelatro (1880-1912), e Tommaso Leonetti (1962-1978), grazie al quale si ebbe una prima catalogazione del materiale. Nel corso della sua storia, il patrimonio archivistico ha subito numerose perdite e in modo particolare quelle dovute al bombardamento del 9 settembre del 1943.
L’ Arcivescovo Luigi Diligenza, nel ventennio del suo episcopato, diede un forte impulso al lavoro di qualificazione culturale, incoraggiando gli studi storici e religiosi, la ricerca scientifica e il progresso della cultura e favorendone la riapertura al pubblico.
L’ Arcivescovo Mons. Bruno Schettino ha continuato, grazie alla sua amorevole dedizione alla cultura in senso lato, a valorizzare l’ immenso patrimonio archivistico dando nuove sale e attrezzature per una migliore tutela e conservazione del materiale. Attualmente il materiale è conservato in nove sale di cui cinque adibite alla conservazione del materiale storico, tre di deposito ed una di materiale corrente.

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